Scheda due libri: “Galilei e Einstein” – “Archimede”

RIFLESSIONI SU:
ARCHIMEDE – GALILEI – EINSTEIN
LA FORMA DEI CORPI SOLIDI

Le mie riflessioni scientifiche su Archimede, Galilei e Einstein sono riportate sui due miei libri:
1 – “GALILEI e EINSTEIN” (1);
2 – “ARCHIMEDE” (2).

La sintesi di tali riflessioni, i relativi esperimenti e tutte le relative mie iniziative sono visionabili su YOUTUBE: armenia santo.

PARTE PRIMA: GALILEI – EINSTEIN
La teoria della relatività generale di Einstein ha come presupposto la vigenza del principio di Galilei sulla caduta libera dei gravi.

Questo al fine di avere un’equivalenza tra gli effetti inerziali e gli effetti gravitazionali. In questo modo per Einstein, dopo che con la relatività speciale divenivano entità relative lo spazio e il tempo, ora diviene entità relativa anche la gravità.
Oggi, nel modello teorico con terra sferica, densità costante e ininfluenza dei corpi celesti, in assenza d’aria, il principio di Galilei sulla caduta libera dei gravi, dalla fisica è così formulato:
<< Tutti i corpi, sulla terra, prescindendo dall’attrito dell’aria sono soggetti alla stessa accelerazione di gravità >>.
Tale principio, dalla fisica, viene dimostrato come di seguito.
a) PREMESSE
Nel secondo principio della dinamica (F=forza; m=massa; a=accelerazione) F = m x a la massa “m” è quella inerziale.
Nella legge di Newton dell’attrazione gravitazionale universale tra due corpi di massa “m 1” e “m2”
F=(G m1xm2)/d^2
le due masse “m 1” e “m2” sono quelle gravitazionali.

Di seguito, non si farà distinzione tra massa inerziale e massa gravitazionale perché dagli esperimenti che i fisici hanno fatto, tali due aspetti della massa (inerziale e gravitazionale) risultano pressoché uguali (m i=mg).
L’uguaglianza tra massa inerziale e massa gravitazionale (mi=mg ), da ultimo, deriva dall’esperienza del fisico Loránd Eötvös (bilancia torsionale), in base alla quale originariamente si eraottenuta una precisione di 5×10^ -9 e successivamente migliorata a 3×10 ^-14. La NASA con esperimenti sullo spazio vuole arrivare ad una precisione di 10^-18.

b) DIMOSTRAZIONE
La dimostrazione del principio di Galileo che la fisica oggi esegue, avente come presupposto l’uguaglianza tra massa inerziale e gravitazionale, è la seguente:
G=costante di gravitazione universale;
Mt=massa della terra;
r=raggio della terra;
h=altezza di prova dalla superficie terrestre;
mpi=massa di prova iesima (gravitazionale e inerziale);
Fai = G M t x m pi/ (r+h)^2 (forza di attrazione gravitazionale);
gi = Fai/mp i = G Mt / (r+h)^2 = costante (accelerazione di gravità).
Da tale formula si evince che l’accelerazione di gravità (gi) è la stessa per tutte le masse di prova, ma che varia al variare di “ h ”.
In tal modo la fisica, oggi, ha dimostrato il principio di Galileo sulla caduta libera dei gravi.

In base alla mia riflessione su tale principio di Galilei per la caduta libera dei gravi, sempre con le stesse ipotesi del modello teorico adottato dalla fisica, invece, la formulazione è: << I corpi, prescindendo dalla presenza dell’aria, non sono soggetti alla stessa accelerazione di gravità, ma più è massivo il corpo minore sarà tale accelerazione >>.

La mia dimostrazione è quella di seguito riportata.

Per calcolare l’accelerazione di gravità a cui è soggetto un corpo di massa di prova iesima (mpi), posto ad una certa altezza h dalla superficie terrestre,  considerato che la massa del corpo di prova non fa più parte della massa della terra perché portato all’altezza “h” del punto di prova, allora, necessariamente,
per tre ordini di motivazioni, tale massa del corpo di prova, per forza di cose, deve essere detratta da quella della terra.

a) La materia non ha la proprietà dell’ubiquità. Quando il corpo di prova con massa iesima m pi, dalla terra viene portato in cielo ad una certa altezza “h” dalla superficie terrestre, esso non è più in terra. Pertanto la sua massa non partecipa più a quella della terra che determina l’attrazione: bisogna detrarre tale massa m pi da quella della terra.
b) L’applicazione corretta della legge di attrazione gravitazionale universale di Newton comporta necessariamente che i due corpi (terra e corpo di prova) abbiano masse distinte l’una dall’altra. La massa del corpo di prova non può essere conteggiare due volte; la prima volta quale corpo di prova, la seconda come appartenente alla terra: bisogna detrarre tale massa m pi da quella della terra.
c) Non detrarre la massa del corpo di prova da quella della terra comporta che la massa totale del sistema costituito dalla terra rimanente e dal corpo di prova (sistema che deve avere necessariamente massa totale costante Mtotale = M t = cost), ha la sua massa totale Mtotale=Mt+mpi > Mt sempre crescente
all’aumentare di mpi, fino ad essere per mpi=Mt: Mtotale = Mt+m p i = Mt+Mt = 2 Mt .

Non detrarre tale massa mpi, è come avere creazione continua di materia: bisogna detrarre tale massa mpi da quella della terra.
Pertanto, alla luce delle considerazioni sopra esposte, è evidente che la massa della terra che determina l’attrazione gravitazionale sulla massa di prova iesima è quella restante che vale Mti=Mt-mpi. Pertanto si ha:
G=costante di gravitazione universale;
Mt=massa della terra;
r=raggio della terra;
h=altezza di prova dalla superficie terrestre;
mpi=prima massa di prova;
Mti=Mt – mpi=massa della terra rimanente;
La forza di attrazione gravitazionale Fai è
Fai = G M ti x mpi / (r+h)2^= G (Mt – m pi) mpi / (r+h)^2
gi = Fai/mpi = (G (Mt – mpi) mpi / (r+h)^2) x 1/ m pi= G (Mt – mpi) / (r+h)^2 = accelerazione di gravità

Pertanto tutti i corpi non sono soggetti alla stessa accelerazione di gravità. In particolare per due corpi se mp1 > mp2 allora g1 < g2.

Questa conclusione mostra la inequivocabile correttezza della mia riflessione scientifica in merito alla non vigenza del principio di Galilei sulla caduta libera dei gravi. Analogamente, quando i corpi cadono in contemporanea, bisogna considerare la mutua attrazione reciproca; il risultato finale è lo stesso:

se mp1 > mp2 allora g1 < g2.

Ometto i relativi calcoli riportati nel primo libro su

“GALILEI E EINSTEIN”1.

CONCLUSIONI
Ho dimostrato la non vigenza del principio di Galilei sulla caduta libera dei gravi. Pertanto, ritengo di aver determinato le condizioni per la confutazione della
teoria della relatività generale di Einstein, la quale ha come presupposto proprio la vigenza del principio di Galilei sulla caduta libera dei gravi.

PARTE SECONDA: LA FORMA DEI CORPI SOLIDI
Per definizione il peso di un corpo è la forza di attrazione che la terra esercita su quel corpo.
Questo aspetto è a prescindere dal fatto di detrarre o no la massa del corpo di prova da quella della terra. Di seguito io procedo con la detrazione.
Per la legge di Newton (P=Fai)
Fai = G M ti x mpi /(r+h)^2 = G (Mt – mpi) mpi/ (r+h)^ 2

Il peso di ogni corpo sulla superficie terrestre dipende dalla distanza del suo centro di massa, o baricentro, (dc) dalla superficie terrestre:
P = G Mti x mpi /(r+h)^2= G (Mt – mpi) mpi /(r+h)^2

PRIMO ESEMPIO: due corpi in forma sferica

Considero due corpi in forma sferica, aventi la stessa massa ma di sostanza diversa, essi hanno dc diverso e quindi anche peso diverso.

 

SECONDO ESEMPIO

CORPO DI MASSA “M” IN FORMA DI:

 

 


La distanza del centro di massa, considerando per semplicità una quantità di massa tale che il rapporto tra massa e densità sia 1, quindi volume unitario,
M/d=V=1, vale:
PER LA SFERA (V=(4/3) x 3,14 r^ 3=1)
r=(3/(4 x 3,14))^(1/3)=0,62
Ds=r=0,62

PER IL CILINDRO EQUILATERO (V=3,14 d^3 /4=1)
d=(4/3,14) ^(1/3)=1,08
r=d/2=1,08/2=0,54
Dcil=r=0,54

PER IL CUBO (V=l^3=1)
l=1^(1/3)=1
l/2=1/2=0,5
Dc=l/2=0,5
Dc < Dcil < Ds
Pertanto:

Peso cubo > Peso cilindro > Peso sfera

I tre corpi della stessa sostanza con la stessa massa “M” hanno tre pesi diversi.
Questa circostanza, oggi ancora non contemplata dalla fisica fa si che ritengo di aver fatto una scoperta scientifica la cui legge di riferimento, sia da un punto di vista teorico che sperimentale, è:

In tutti i fenomeni naturali che si osservano, in tutti gli esperimenti che si eseguono, in presenza dell’attrazione gravitazionale universale, necessita considerare la forma dei corpi solidi.

Alla luce dei principi informatori di questa mia nuova legge fisica, si hanno le conseguenze di seguito sinteticamente illustrate, riportate sui due miei libri già prima citati:
1 – “GALILEI e EINSTEIN”(1) ;
2 – “ARCHIMEDE”(2).

A) CONFUTAZIONE DELLA TEORIA DELLA RELATIVITA’ GENERALE
La forma dei corpi solidi influenza gli effetti gravitazionali: a pari massa varia il peso.

Invece, la forma dei corpi solidi non influenza gli effetti inerziali.
Infatti, per la 2° legge della dinamica (F = m a), se a corpi con forma diversa, ma aventi la stessa massa “m”, viene applicata la stessa forza “F”, tali corpi sono soggetti alla stessa accelerazione “a”.

Pertanto non c’è equivalenza tra gli effetti inerziali e quelli gravitazionali.
Quindi, anche per questo aspetto è confutata la teoria della relatività di Albert Einstein.

B) PRINCIPIO DI GALILEI
In precedenza ho dimostrato che corpi aventi massa diversa hanno pure accelerazione di gravità diversa. Il principio di Galilei non vige neanche per quei
corpi che hanno la stessa massa ma che sono costituite con sostanze diverse. Infatti, la forma dei corpi solidi impedisce di avere la stessa accelerazione di gravità anche a questi corpi che hanno la stessa massa ma che sono di sostanze diverse, proprio perché hanno distanze del loro centro di massa diverse rispetto al piano iniziale di riferimento di caduta.

C) MISURA DELLA MASSA
La forma dei corpi solidi influenza il loro peso. Al variare della posa di appoggio del corpo, varia il suo peso. La massa del corpo non può variare. Le attuali  misure di massa, che sono diverse e che si hanno al variare della posa di appoggio del corpo, quale che sia la bilancia utilizzata (a braccia uguali, analogica o digitale), evidenziano simultaneamente due errori:
1° – si pensa di misurare la massa (che non deve variare), ma invece si misura il peso (che deve variare);
2° – si esegue una misura che ha in se un errore sistematico, quello di non aver considerato l’influenza della posa di appoggio.
Le misure eseguite dalla Scienza, per gli usi più disparati, di conseguenza, sono gravati da questi errori? I campioni di massa a corredo delle bilance presentano queste discrasie?

D) PRINCIPIO DI ARCHIMEDE
L’attuale formulazione del principio di Archimede sui corpi galleggianti è:

<< Un corpo immerso in un liquido o in un aeriforme riceve una spinta diretta dal basso verso l’alto uguale al peso del liquido o aeriforme spostato >>.

La forma dei corpi solidi influenza anche il principio di Archimede, pertanto alla luce della mia nuova legge fisica, la sua nuova formulazione corretta è:

<< Un corpo immerso in un liquido o in un aeriforme riceve una spinta diretta dal basso verso l’alto uguale al peso del liquido o aeriforme spostato, avente quella stessa forma del corpo, calcolato nella posizione occupata dal corpo stesso >>.

Inoltre, proprio perché l’accelerazione di gravità non è costante, il peso del corpo varia con la sua posizione.

Pertanto quando si verifica che il peso del corpo è uguale alla spinta di Archimede, quella posizione, che oggi dai fisici erroneamente è ritenuta di equilibrio indifferente, invece è una tra le infinite possibili di equilibrio stabile.
Infatti, il corpo spostato da tale posizione vi ritorna.

Santo Armenia

NOTE
1) primo libro edito da ARACNE da Roma:
GALILEI E EINSTEIN
Riflessioni sulla teoria della relatività generale.
La caduta libera dei gravi.
La forma dei corpi solidi.

2) secondo libro edito da ARACNE da Roma:
ARCHIMEDE
Riflessioni sul principio dei corpi galleggianti.
La forma dei corpi solidi.

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